giovedì 2 febbraio 2012

In un giorno di totale e indiscriminato cazzeggio.

Volevo che tu imparassi una cosa da lei: volevo che tu vedessi che cosa è il vero coraggio, tu che credi che sia rappresentato da un uomo col fucile in mano. Aver coraggio significa sapere di essere sconfitti prima ancora di cominciare, e cominciare egualmente e arrivare fino in fondo, qualsiasi cosa succeda. È raro vincere, in questi casi, ma qualche volta succede. La signora Dubose ha vinto. È morta come voleva morire, senza essere schiava né degli uomini né delle cose. Era la persona più coraggiosa che io abbia conosciuto.








A proposito dell'essere così penosamente e paurosamente sottomessi da recarsi in posta per pagare le bollette al professore, credevo, nella mia ingenuità, che fosse qualcosa di cui vergognarsi nel profondo, e invece no: è un gesto talmente degno di stima da dover essere evidentemente sbandierato su facebook, annettendo emoticons di disappunto soltanto per non dare l'impressione di essere troppo impegnati a leccare per illudersi di essere considerati.


Bah.

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