lunedì 16 aprile 2012

E' facile e sbrigativo scaricare la colpa di una morte sulle spalle di qualcun altro che non sia tu, un "cattivo" identificato appositamente per l'occasione oppure uno che già ti stava sul cazzo e che si guadagna così l'opportunità di veder triplicare l'astio nei suoi confronti. Fa sentire meglio perché finalmente si trova una spiegazione per un gesto disperato e apparentemente insensato, si ricomincia a dormire la notte senza più domandarsi che cosa possa averlo spinto a tanto. La soluzione ideale a tutti i problemi: basta diffondere la voce e attirarsi la solidarietà di amici e parenti, di modo da costituire un solido gregge che bela all'unisono, e il gioco è fatto.
Ma se tu, brutta merda, un giorno la smettessi di condividere su facebook foto di angeli corredate da frasi delle canzoni di Ligabue e provassi a chiederti cosa dirai a tua figlia quando diventerà abbastanza grande da chiederti dove sono i nonni, forse ti sentiresti non dico in colpa ma almeno un po' tentennante sul modo in cui ti stai comportando, e magari riusciresti anche a ricordare che quelle persone su cui hai sputato tutto il fango di cui avevi piena la bocca ti hanno fatto vivere in casa loro per tre anni senza che tu facessi un cazzo, prima che la loro vita venisse rovinata da avvenimenti che non si augurerebbero neanche al peggior nemico.
Purtroppo mi rendo conto che un micro-cervello non possa compiere dei collegamenti logici così impegnativi, perciò non potrò ragionevolmente sperare che ciò avvenga. Magari un ciellino dice una preghiera e anziché avverarsi il suo desiderio si avvera il mio, chi lo sa; se Dio esiste, in fondo, è indubbiamente un sadico stronzo.

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