venerdì 25 maggio 2012

Cose che Elisa vorrebbe - capitolo 1

Quando inizio ad essere nel periodo che "i soldi sono finiti", chissà perché mi tornano alla mente o mi capitano sottomano millemila cose fighe che vorrei.
1) questa maglietta di Threadless
2) quest'altra maglietta di Threadless
3) un biglietto per il concerto di Caparezza al Carroponte
4) un antistaminico che non causi sonnolenza (ancora da inventare)
5) un'amaca da calorifero per gatti
6) una pianta grassa
7) questo libro
8) l'intera collezione di fumetti di Calvin & Hobbes
9) un kg di ciliegie
10) una lupara per abbattere tutti coloro che all'alba del sesto anno di medicina scoprono la loro vocazione per la pediatria, ovviamente dopo anni di frequentazione in reparti che non ci azzeccano una cippa nemmeno a pagare.

lunedì 7 maggio 2012

La prima persona a cui ho sentito dire che "gli italiani sono un popolo di coglioni perché questo governo se lo sono votato" è stata mio padre, tanti anni fa, quando andavo alle medie o forse addirittura alle elementari.
Ormai è diventata una sorta di disincantato tormentone, una frase usata ed abusata.
All'epoca pensavo "va beh, non è possibile che sia davvero così, avranno sbagliato, ci saranno dei motivi, se ne renderanno conto".
Poi ho visto eleggere due volte Berlusconi e questo pensiero ha iniziato a vacillare.
Alle attuali amministrative il Pdl sta facendo schifo al cazzo, sembrerebbe l'ora di poter affermare che la gente si è finalmente svegliata, che sta iniziando a ragionare, che ha imparato dai suoi errori.
Poi leggo che Moccia è stato eletto sindaco e che nessuna laurea in Albania e nessun diamante hanno impedito che a Verona tornasse su un leghista.
Ho sempre voluto relegarla come ultima soluzione perché sono abitudinaria, mi piace andare al mare in Toscana e mi piace magnare la pizza fatta come dio comanda, ma a questo punto tutto mi ci spinge per cui fanculo, me ne scappo di corsa dall'Italia se solo ne avrò una minima possibilità, piuttosto passo la frontiera svizzera tutti i giorni per venire a comprarmi gli spaghetti e il pesto genovese.

Al vostro posto non ci so stare.

venerdì 27 aprile 2012

Qualche settimana fa, incontro per caso la madre di una mia compagna del liceo.
Mi chiede se sto ancora studiando. Rispondo "sì", senza aggiungere altro.
Con un allegro tono di vanto mi riferisce allora che la figlia invece si è laureata, e che forse la assumono a breve in una ditta.
Dentro di me penso "e sticazzi", poi saluto, mi giro e me ne vado.
Forse avrei dovuto dirle "guardi che studio medicina e a quest'ora non potrei aver finito neanche se volessi dato che sono sei anni, mentre economia è una triennale, non c'è nessun cazzo di paragone da fare tra le due cose".
Però ho preferito sbattermene e tornare a casa a fare un puzzle, perché tanto a sua figlia non porteranno mai delle torte super buone per ringraziarla del suo lavoro.
Tié.


martedì 17 aprile 2012

Post di insulti number two: le frasi che ti riferiscono persone situate moralmente - e intellettualmente - mille gradini al di sopra di te, sappilo, non sono degne di essere rielaborate e sparse in giro per lo squallido pollaio in cui vivi dalla tua cazzo di bocca.

AMEN.

lunedì 16 aprile 2012

E' facile e sbrigativo scaricare la colpa di una morte sulle spalle di qualcun altro che non sia tu, un "cattivo" identificato appositamente per l'occasione oppure uno che già ti stava sul cazzo e che si guadagna così l'opportunità di veder triplicare l'astio nei suoi confronti. Fa sentire meglio perché finalmente si trova una spiegazione per un gesto disperato e apparentemente insensato, si ricomincia a dormire la notte senza più domandarsi che cosa possa averlo spinto a tanto. La soluzione ideale a tutti i problemi: basta diffondere la voce e attirarsi la solidarietà di amici e parenti, di modo da costituire un solido gregge che bela all'unisono, e il gioco è fatto.
Ma se tu, brutta merda, un giorno la smettessi di condividere su facebook foto di angeli corredate da frasi delle canzoni di Ligabue e provassi a chiederti cosa dirai a tua figlia quando diventerà abbastanza grande da chiederti dove sono i nonni, forse ti sentiresti non dico in colpa ma almeno un po' tentennante sul modo in cui ti stai comportando, e magari riusciresti anche a ricordare che quelle persone su cui hai sputato tutto il fango di cui avevi piena la bocca ti hanno fatto vivere in casa loro per tre anni senza che tu facessi un cazzo, prima che la loro vita venisse rovinata da avvenimenti che non si augurerebbero neanche al peggior nemico.
Purtroppo mi rendo conto che un micro-cervello non possa compiere dei collegamenti logici così impegnativi, perciò non potrò ragionevolmente sperare che ciò avvenga. Magari un ciellino dice una preghiera e anziché avverarsi il suo desiderio si avvera il mio, chi lo sa; se Dio esiste, in fondo, è indubbiamente un sadico stronzo.

martedì 10 aprile 2012

Ci volevano far credere che "la Lega ce l'ha duro", e invece erano solo rotoli di banconote infilati nei pantaloni" [cit.]

Per una volta abbandono le citazioni colte&letterarie, per farmi soltanto una sonora sghignazzata.

domenica 19 febbraio 2012

Il sesso è matematica. L'individualità non esiste più. Che cosa significa l'intelligenza? Come definire la ragione? Il desiderio - non ha senso. L'intelletto non è una medicina. La giustizia è morta. Paura, recriminazioni, innocenza, simpatia, colpa, perdita, fallimento, dolore, erano cose, emozioni, che nessuno sentiva più sul serio. Il pensiero è inutile, il mondo è privo di significato. Il male è l'unica cosa permanente. Dio non è vivo. L'amore non è degno di fiducia. La superficie, la superficie, la superficie, ecco l'unica cosa in cui ciascuno trovava un qualche significato... questa era la civiltà dal mio punto di vista, colossale e frastagliata...







"Dover cantare davanti a tutte quelle persone, mettere quei vestiti, imparare le canzoni degli altri... è peggio che andare a scuola."
[Opinione di un bambino di 9 anni - ovvero la cosa più intelligente che ho sentito dire su stamminchia di festival]